Pillole informative

La conoscenza è elemento fondamentale per la condivisione di un percorso.

Vorremo davvero arrivare a tutti i 7O00 iscritti all’Ordine degli Architetti Pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Torino. Vorremmo davvero che ci fosse una partecipazione molto più ampia e consapevole.

Per fare questo proporremo sei schede che, in modo oggettivo e senza alcun giudizio di merito, riassumono le principali informazioni che tutti 7O00 dovremo avere su Ordine, Consiglio dell’Ordine, Quota associativa, Fondazione per l’Architettura, CNAPPC e consiglio di disciplina..

I dati riportati sono tutti pubblici e sono stati raccolti dai siti istituzionale:

· dell’Ordine www.oato.it

· della Fondazione per l’Architettura di Torino www.fondazioneperlarchitettura.it

· del CNAPPC www.awn.it

Alcuni dati non sono così aggiornati ma riteniamo siano adeguati a farsi una idea più completa del nostro Ordine e di come è organizzata la rappresentanza professionale.

Seguiteci…buona lettura!

SCHEDA #1: L’ORDINE

L’ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino, Ente di Diritto pubblico, ha circa 7000 iscritti (6883, dato del 2025); 6706 iscritti al registro A, 177 iscritti al registro B (junior). Sono iscritte nella sezione speciale 39 S.t.P.

Gli iscritti, più nel dettaglio: 3281 donne, 3704 uomini (il 16% ha meno di 35 anni, il 74% ha un’età compresa tra i 36 e i 65 anni, il 10% ha più di 65 anni).

Il 50% degli iscritti risiede a Torino, il restante 50% nei comuni della Provincia.

Per numero di iscritti L’Ordine della Provincia di Torino è il quarto in Italia e rappresenta il 50% degli iscritti di tutta la Regione Piemonte.

L’organigramma dei dipendenti, aggiornato al 3 marzo 2024, riporta 10 dipendenti di cui 1 dirigente, 5 in area C, 4 in area B. Il costo annuale del personale (anno 2022) è pari a 438.936,95 euro comprensivo di dei contributi a carico del dipendente

Nel 2023, ultimo dato disponibile sul sito, risultano 9 consulenti (legali, revisori, etc) per un totale di 67.071,57 euro di spesa (esclusi oneri fiscali) e 8 collaborazioni (commissione parcelle) praticamente senza compensi alcuni.

SCHEDA #2: IL CONSIGLIO DELL’ORDINE

Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino è composto da 15 membri (14 del registro A, 1 Registro B (junior). È garantita la parità di genere tra i consiglieri. Il Consiglio dura in carica quattro anni e i componenti sono elettivi.

È previsto il limite di due mandati consecutivi.

Sono membri del Consiglio coloro che nelle elezioni hanno ottenuto più voti, nel rispetto della parità di genere. Possono candidarsi alle elezioni e ambire ad entrare nel Consiglio tutti gli iscritti all’Ordine.

Le cariche istituzionali in Consiglio sono tre: Presidente, Segretario, Tesoriere. A queste cariche, si aggiunge uno o più Vicepresidenti. Il risultato elettorale stabilisce i nominativi dei 15 consiglieri.

Nel primo consiglio si eleggono, a maggioranza, le cariche Istituzionali e il Vicepresidente.

Le mansioni del Consiglio sono indicate all’ articolo 5 della Legge 24 giugno 1923 n. 1395.

Negli ultimi due mandati sono state introdotte e successivamente modificate, delle indennità economiche e dei rimborsi spese a favore dei consiglieri in modalità forfettaria per le cariche istituzionali e sotto forma di gettoni di presenza per i consiglieri. L’entità di tali riconoscimenti economici è riportata nel “Regolamento Indennità e Rimborsi spese”, adottato con delibera di Consiglio e in vigore dal 1° gennaio 2023. Tale regolamento è visionabile nella sezione “Amministrazione trasparente – Atti generali” del sito OATO.

SCHEDA #3: LA QUOTA ASSOCIATIVA

La quota annuale di iscrizione all’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino è di 230,00 euro. La quota è stabilita con delibera annuale dal consiglio dell’Ordine ed è diversa per ogni provincia.

Parte della quota versata da ogni iscritto, ora pari a 34,00 euro viene annualmente corrisposta dagli Ordini provinciali al CNPAPP. Tale importo, moltiplicato per il numero degli Architetti PPC iscritti agli Ordini, circa 150.000, costituisce, di fatto, il bilancio del Consiglio Nazionale e ne garantisce il sostentamento economico.

La quota è ridotta a 130,00 euro per i colleghi con meno di 35 anni e per primi tre anni di iscrizione. La stessa quota ridotta si applica per gli iscritti con più di 50 anni di laurea e che dichiarino di non svolgere più la professione.

Sono previsti esoneri annuali per le neomamme, anche in caso di adozione. Nel 2013 è stato istituito un fondo di solidarietà per la copertura della quota di colleghe/i in difficoltà.

Il mancato pagamento della quota è un illecito deontologico.

La quota rappresenta la maggiore entrata nel bilancio dell’Ordine.

Nel dettaglio (bilancio 2024) 1.532.330 euro pari al 95,63% del totale delle entrate.

La quota annuale garantisce la sopravvivenza dell’Ente e la copertura delle spese per le politiche per la professione.

SCHEDA #4: LA FONDAZIONE

L’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino ha fondato nel 2002 la Fondazione per l’architettura/Torino di cui è unico socio. La Fondazione è un ente di diritto privato senza scopo di lucro che si occupa, per statuto, di promuovere la qualità dell’architettura, della città e del territorio rivolgendosi ad architetti, cittadini, istituzioni e aziende.

Il Consiglio direttivo della Fondazione, formato da undici consiglieri, è “nominato” e non “eletto”.

La nomina dei consiglieri spetta al Consiglio dell’Ordine e avviene entro 90 giorni dall’insediamento del Consiglio dell’Ordine.

I consiglieri della Fondazione non sono necessariamente Architetti, Paesaggisti Pianificatori e Conservatori ma possono essere personalità della società civile. Non sono previste indennità o gettoni di presenza per i consiglieri della Fondazione.

Il Presidente dell’Ordine è membro di diritto del consiglio di Fondazione. Nel primo consiglio di Fondazione viene eletto, tra i consiglieri, Il Presidente di Fondazione. La Fondazione ha 4 dipendenti a tempo indeterminato, 2 dipendenti con contratto di apprendistato, 3 collaboratori e 3 dipendenti in distacco dall’Ordine.

Le entrate economiche della Fondazione, nel 2024 pari a 634.757,77, sono la somma dei proventi delle attività svolte (formazione, attività culturali, workshop, etc.), di alcune sponsorizzazioni e di un contributo annuale riconosciuto dall’Ordine. Nell’anno 2024 il contributo dell’Ordine è stato pari a 50.000 euro.

La maggior voce al capitolo entrate è rappresentata dalla vendita dei corsi di formazione pari a 269.806,67 euro.

SCHEDA #5: IL CNAPPC

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) è un Ente pubblico non economico, istituito con la Legge n. 1395 del 24 giugno 1923.

È posto sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia e rappresenta l’organo di vertice del sistema ordinistico degli architetti in Italia, con sede a Roma. L’attuale Presidente è l’Architetto Massimo Crusi. L’attuale consigliatura terminerà nel 2026.

Le principali funzioni del CNAPPC sono:

  • Coordinamento e vigilanza: sovrintende ai 105 Ordini provinciali degli Architetti PPC, che gestiscono gli Albi professionali e vigilano sull’esercizio della professione.
  • Attività giurisdizionale: agisce come giudice speciale in materia disciplinare, pronunciando sentenze in nome del popolo italiano, appellabili solo dinanzi alla Corte di Cassazione.
  • Formazione e deontologia: elabora il codice deontologico e coordina la formazione professionale continua degli iscritti.
  • Rappresentanza istituzionale: interagisce con il Governo e i ministeri competenti su questioni relative alla professione, all’edilizia e al territorio, promuovendo la cultura architettonica.

Il Consiglio direttivo è composto da 15 membri eletti dai consigli provinciali con un sistema di peso elettorale ponderato in funzione del numero degli iscritti di ogni provincia. I consiglieri restano in carica cinque anni. È previsto il limite dei due mandati consecutivi. Il Consiglio direttivo elegge, alla prima convocazione, le cariche istituzionali: Presidente, Vicepresidente, Segretario e Tesoriere.

Possono diventare consiglieri nazionali, previa candidatura, tutti gli architetti iscritti all’albo anche se non consiglieri di un Ordine provinciale.

Il sostentamento economico dell’ente è garantito grazie alla quota che ogni Ordine provinciale versa annualmente, per ogni suo iscritto, al CNAPPC, pari a 34,00 euro.

È prevista una indennità economica mensile e un rimborso delle spese di viaggio per i 15 consiglieri del CNAPPC.

Il CNAPPC fa parte di vari organi di rappresentanza nazionale tra i quali la RPT (Rete Professioni Tecniche) e internazionali (CAE, UMAR).

SCHEDA #6: IL CONSIGLIO DI DISCIPLINA

Le azioni disciplinari nei confronti degli iscritti all’Ordine sono gestite dal Consiglio di disciplina. L’attività del Consiglio di Disciplina è regolata dagli Articoli 43 e ss del Regio Decreto 2537/1925.

Le azioni disciplinari possono essere attivate d’ufficio o in seguito alla segnalazione presentata da iscritti all’Ordine, committenti o enti pubblici.

Il Consiglio di Disciplina dell’Ordine degli Architetti di Torino è composto da 15 architetti.

I componenti del Consiglio sono designati dal presidente del Tribunale di Torino, a partire da una rosa di 30 nomi proposti dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC. Possono far parte del consiglio di disciplina tutti gli architetti iscritti all’Ordine. Le cariche di Presidente e Segretario del Consiglio di Disciplina sono assegnate rispettivamente ai componenti con maggiore e minore anzianità di iscrizione all’Albo.

Il Consiglio di Disciplina, insediatosi il 15 dicembre 2021, rimarrà in carica fino al 2025 e scadrà in concomitanza con il Consiglio dell’Ordine.

Il Consiglio di Disciplina assegna ogni caso a uno dei cinque Collegi, il quale valuterà la condotta dell’architetto coinvolto. Il Collegio può decidere se archiviare o passare ad una fase successiva del procedimento.

Il presidente del Collegio dispone un’audizione preliminare del professionista ed eventualmente delle persone informate sui fatti. Il Collegio può deliberare il non luogo a procedere o il rinvio a giudizio.

In caso di rinvio a giudizio, viene avviato il procedimento disciplinare che a sua volta può concludersi con l’assoluzione o con la condanna del professionista.

In caso di condanna, il Collegio può decretare in base alla gravità dell’illecito una delle seguenti sanzioni: l’avvertimento, la censura, la sospensione dall’esercizio della professione fino a 6 mesi e la cancellazione dall’Albo, nei casi più gravi. L’iscritto destinatario di una sanzione disciplinare può ricorrere ad un successivo grado di giudizio, entro un termine perentorio disposto dalla normativa, presso il CNAPPC. La trattazione di questo eventuale ricorso spetta al consiglio direttivo del CNAPPC riunito in seduta di magistratura e non ad un consiglio di disciplina a livello nazionale.